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Rione Santo Stefano: 45.863058, 9.386744
Rione Castello: 45.860900, 9.399200
Rione Pescarenico: 45.844272, 9.398654
Rione Rancio: 45.867718, 9.398843
Rione San Giovanni: 45.867621, 9.401182
Rione Laorca: 45.875199, 9.405253
Rione Bonacina: 45.867122, 9.416635
Rione Acquate: 45.860548, 9.410048
Rione Olate: 45.860533, 9.402001
Rione Germanedo: 45.852209, 9.407687
Rione Belledo: 45.847635, 9.410648
Rione Caleotto: 45.852866, 9.399233
Rione Maggianico: 45.833494, 9.413524

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Lecco e i suoi rioni

I rioni di Lecco hanno una storia secolare. Vediamo perchè.
Lecco nel Trecento era un borgo fortificato, che unitamente al Porto, a Pescarenico e alla Cascina del Caleotto formava la cosiddetta comunità intrinseca di Lecco. Tutt’attorno al borgo erano presenti 14 Comuni, che costituivano la comunità estrinseca: Acquate, Germanedo, Belledo, Maggianico, Barco, Chiuso, Castello, Olate e Bonacina, Vicinanza del Consiglio, Rancio e Castione, Laorca, Ballabio Inferiore e Superiore, Morterone, Brumano. Le due comunità insieme formavano la Comunità Generala di Lecco, presieduta dal Podestà. Altre due figure, il Castellano della Rocca e del Ponte, affiancavano il Podestà e ne controllavano il suo operato.
Ogni comunità aveva il proprio Statuto, che ebbe riconoscimento ufficiale da parte di Francesco II Sforza e rimase in vigore fino alla dominazione austriaca del Settecento.
Maria Teresa d’Austria nel 1755, nell’ambito della riforma dello Stato, confermò il concetto di comunità mantenendo riuniti i suddetti comuni che componevano la Pieve di Lecco. Ma alla fine del Settecento il futuro del borgo di Lecco cambiò, intraprendendo quello stesso percorso che Manzoni scrisse nei Promessi Sposi essere di un borgo destinato a diventare città.
L’anno da cui partì il cambiamento evolutivo fu il 1784, anno in cui Giuseppe II d’Austria emise un provvedimento con il quale Lecco si liberò del sistema fortilizio eretto nei secoli precedenti, che ne avevano impedito l’espansione. Venne così distrutta la cinta muraria, di cui restano pochi tratti visibili come il vallo delle mura, ed iniziò un percorso lungo decenni che culminò il 22 giugno 1848 con l’elevazione di Lecco al grado di città “pel fervore con cui abbracciò la causa nazionale …”. Inizia così la vera espansione del borgo che con l’unificazione del regno d’Italia nel 1861 divenne capoluogo di un circondario con 138 comuni.
Anno di svolta per la definizione della città di Lecco vicina ai giorni nostri fu il 1923 con l’annessione alla città dei comuni di Acquate, Castello, Germanedo, Laorca, Rancio, San Giovanni alla Castagna, Belledo e Maggianico. Alcuni piccoli comuni erano stati in precedenza soppressi ed annessi ad altri più consistenti.
Ecco come si perviene all’attuale città di Lecco, con la presenza di rioni che nei secoli passati erano comuni distinti.