Il Teatro della Società: storia e protagonisti della sua nascita
Per chi abita a Lecco il Teatro della Società è lì nel centro storico cittadino, nella piazza secondo noi più bella di Lecco, a chiudere come una quinta Piazza Garibaldi, dalla sua forma rettangolare, incorniciata sui due lati da diversi palazzi, tra cui spicca sulla sinistra, rispetto al teatro, Palazzo Falck (sede della Banca d’Italia ad inizio Novecento, quando venne edificato, ora sede di ConfCommercio), sulla destra il palazzo della ex Deutsche Bank (progettato dall’architetto Mino Fiocchi nel 1941, ma la sua facciata attuale, modificata nel 1957, porta il nome dell’architetto Piero Portaluppi) e sul fondo (frontale al teatro), il palazzo che ospitava l’albergo Croce di Malta.
Dalla Filodrammatica al teatro della Società
El Pràa: il terreno di proprietà dei comuni della Pieve di Lecco
Lecco, ancor prima della edificazione del Teatro della Società, aveva una vita animata nell’ambito teatrale ed un gruppo di lecchesi, che si divertivano a recitare, decisero di fondare una “Società del Teatro dei dilettanti del territorio” sotto la direzione dell’avvocato Lorenzo Agliati.
Lo scopo era
procurare ai signori di queste terre ed ai suoi amici, necessariamente della classe civile e di moralità senza macchia, un divertimento onesto ed istruttivo.
Il luogo dove potersi divertire recitando o come astanti era il teatrino presso l’albergo Leon d’oro all’inizio dell’attuale via Cavour.
Ma questo teatrino divenne a breve insufficiente ad accogliere il pubblico e allora nacque l’esigenza di individuare un luogo dove poter realizzare un nuovo teatro.
La scelta cadde sul terreno chiamato El Pràa, ovvero il Prato, che si trova dove oggi abbiamo piazza Garibaldi.
El Pràa: la proprietà dei 14 Comuni della Pieve di Lecco
Questa area del Pràa, mappa di Lecco dell’epoca n. 84, non apparteneva esclusivamente al Comune di Lecco, bensì a tutti i comuni della Pieve di Lecco1, ma nella divisione dei beni della “comunità generale”, era rimasta fuori dalla divisione perchè ghiaiosa ed infruttifera (“ghiaia nuda“).
Ecco quali erano i 14 comuni della Pieve di Lecco:
- Lecco
- Acquate
- Ballabio Inferiore
- Ballabio Superiore
- Belledo
- Brumano
- Castello
- Chiuso
- Germanedo
- Laorca
- Morterone
- Olate
- Rancio
- San Giovanni
1 Ricordiamo che il Comune di Lecco, come attualmente è definito, vien costituito con il decreto firmato a Roma il 27 dicembre 1923, che unificava il capoluogo di Lecco ed i comuni limitrofi in un solo municipio. Il grande Comune di Maggianico si unirà nel 1927/1928.
El Pràa: la sua cessione al Comune di Lecco
- 11 giugno 1823
i Deputati dei comuni di Acquate, di Ballabio inferiore e superiore, di Castello, di Chiuso, di Germanedo, di Laorca, di Olate, di Rancio, di San Giovanni sollecitano l’Amministrazione comunale di Lecco a deliberare la cessione dell’area denominata El Pràa con contratto di enfiteusi2
2 Enfiteusi: diritto reale di godimento su cosa altrui che attribuisce al titolare lo stesso potere di godimento del fondo che spetta al proprietario, salvo l’obbligo di migliorare il fondo e di pagare al proprietario concedente un canone periodico.
- 5 settembre 1823
il Consiglio Comunale di Lecco delibera la cessione dell’area mediante contratto enfiteuitico di tutte le quote di competenza degli altri 13 comunu (ad esclusione di Brumano e Morterone).
Di conseguenza i vari Comuni della pieve effettuarono le loro deliberazioni - 25 ottobre 1823
I Deputati dei Comuni si trovarono in assemblea per incaricare il perito Francesco Provasi e altri aspetti relativi alla stima, al prezzo da stabilirsi e conseguente canone annuo del 5% da versare - 30 maggio 1835
Alcuni cittadini si riuniscono per definire il Programma di una “Società di azionisti per l’erezione di un nuovo teatro in Lecco”
Sono 29 gli articoli che costituiscono questo programma e la caratteristica fondante è l’acquisizione del ruolo di azionisti a fronte dell’acquisto in assoluta ed esclusiva proprietà di uno dei palchi del teatro da realizzare.
L’art.2 impone l’obbligo agli azionisti
tenere sempre ed in perpetuo indivisa ed in comunione la loro proprietà medesima tanto per loro che loro eredi e successori anche singolari, con espressa rinuncia a qualunque diritto di poter in verum futuro tempo provocare a divisione licitazione o venditadi tale stabilimento, nè all’effetto della sua separazione materiale nè di qualsivoglia ripartizione del suo valore o prezzo.
L’art.6 stabilisce, e tutt’oggi è ancora così (lapide scolpita con iscrizione del nome)
il teatro sarà nominato “TEATRO DELLA SOCIETA'”. Questa sarà l’epigrafe che sarà scolpita in una lapide marmorea o dipinta sulla facciata esteriore.
Il teatro doveva essere progettato e allora a chi affidare questo compito se non all’architetto lecchese Giuseppe Bovara?
Tale incarico è ben espresso nell’art. 7
La società dei sottoscritti prega l’esimia compiacenza e commendevole zelo pel maggior lustro di questo Borgo del degn. sig. ing. architetto Bovara a volersi occupare d’un apposito disegno dell’opera procurando per quanto è possibile di combinare la soliditaà, comodo e buon gusto d’ornati nel limite della spesa in cui l’amministazione erogherà i prezzi ricavabili dai palchi.
Il nuovo Teatro della Società e i suoi palchi
I soci potevano scegliere tra un palco in prima, seconda o terza fila, ma non era possibile scegliere il lato (destro o sinistro).
La numerazione dei palchi è dal numero 1 (vicino al palcoscenico) dapprima fino al 7 e poi al 9 per i tre ordini di palchi.
L’assegnazione avveniva mediante sorteggio.
Il palco centrale della seconda fila non venne assegnato, perchè decisero di riservarlo per ospitare all’occorrenza qualche “distinta Autorità superiore o personaggi” e normalmente i membri dell’Amministrazione ed il direttore (art. 10).
Ogni proprietari del palco avrebbe disposto a proprio carico l’arredo del suo palco come da art. 16
le tendine, panneggiamenti ed altri ornati esteriori e relative guarnizioni, con che, riguardo a questi ultimi oggetti esteriori, ciascun socio dovrà strettamente e rigorosamente far eseguire in piena ed assoluta uniformità del disegno, qualità, colore della stoffa, guarnizioni ed ornati, il disegno e quant’altro avrà adottato la scoietà a pluralità di voti dietro la proposizione dell’amministrazione e del sig. Architetto.
9 luglio 1835
I sottoscrittori di un palco erano solo 27, mancavano ancora tre palchi da vendere e se non si fossero collocati, l’idea di un nuovo teatro sarebbe svanita.
Ma grazie all’iniziativa di alcuni azionisti (avv. Lorenzo Agliati, Giuseppe Badoni, ing. Franco Brini, dott. Francesco Resinelli, dott. fisico cav. Antonio Agliati, Angelo Maria Nava, avv. Girolamo Dozio, acc. Cajo Gracco Ticozzi e Pio gavazzi), che si costituirono tra loro come “società particolare” per l’acquisto dei restanti tre palchi, si potè procedere.
Ecco quali erano i soci azionisti:
- Avv. Lorenzo Agliati
- Dott. Antonio Rappi
- Avv. Cajo Gracco Ticozzi
- Giovanni Battista Cima
- Ing. Franco Brini
- Dr. Franco Resinelli
- Dottor Luigi Martelli
- Carlo Omoboni
- Franco Riva
- Avv. Girolamo Dozio
- Dottor Pompeo Redalli
- pasquale Scola
- Angelo Maria Viganò
- Giuseppe Bertarelli
- Dottor Antonio Campagnani
- Ing. Giuseppe Bovara
- Dottor Giovanni Battista Ghislanzoni
- Giuseppe Badoni
- Angiolo Nava
- Giuseppe Tacchi
- Dottor Antonio Agliati
- Avv. Lorenzo Agliati per le altre tre azioni prese da lui per persona da dichiararsi
3 agosto 1835
La “Società di Azionisti per l’erezione di un Teatro a Lecco”, rappresentata dal suo direttore e presidente avv. Lorenzo Agliati subordinò alle
rispettabilissime rappresentanze delle Comuni, che componevano già l’ex Comunità Generale di Lecco, le proprie istanze perchè inerendo alla già assemblea determinazione di cedere alla comproprietaria Comune di Lecco a titolo di livello perpetuo oppure di vendita assoluta e libera, la parte dello spazio aperta non stata compresa nella divisione dei bveni comunali, così denominata “Il Prato” cadente sotto parte del numero 84 della mappa censuaria non censito, perchè marcato, come lo è in fatto, come ghiaia nuda, si degnino di concederle di potere anche in predenze dalla definitiva effettauzione di tale assentato contratto, occupare l’area di detto spazio sufficiente per la erezione di detto teatro, per la quantità od estensione di circa braccia 60 in lunghezza e braccia 30 in larghezza od al sommo non più di braccia 70 in lunghezza e di braccia 40 in larghezza, nella ubicazione che resta di facciata all’albero “Croce di Malta”, in Lecco stesso, in fondo al piazzale detto “della Fiera”.
Le Deputazioni sottoposero l’istanza del 3 agosto e la loro successiva dichiarazione ai rispettivi Consigli comunali per la loro decisione.
13 – 19 ottobre 1835
I Consigli comunali presero le loro deliberazioni per la cessione al Comune di Lecco di questa area chiamata Il Prato.
I Comuni si espressero in modo differente:
- a maggioranza: Acquate, Castello, Chiuso, Rancio
- all’unanimità: Belledo
- contrari: Germanedo, San Giovanni
- astenuti: Olate
21 maggio 1836
In questa data si perviene all’istanza della Società per l’erezione del teatro con un appello ai Comuni della ex Pieve, dopo diverse riunioni e convocazione alla decisione unanime dei 14 comuni della ex comunità generale di Lecco a cedere a Lecco o a livello perpetuo o a vevndita libera e definitiva l’area sufficiente per la realizzazione del teatro, ritenendo che “l’erezione del teatro ca ad essere per sè medesima di lustro e di vantaggio anche al pubblico“.
4 settembre 1843
Davanti al notaio dott. Stanislao Bovara, fratello dell’ing. arch. Giuseppe, nasce a tutti gli effetti la Società del teatro, con rogito notarile.
L’assemblea generale dei soci ha visto la presenza di 31 soci e l’assenza di 13, apprpvò quanto fatto dagli amministratori e decise di non assegnare cinque palchi (due della seconda fila e due della terza fila attaccati al proscenio ed il palco centrale della terza fila sopra il “palchettone”.
Si procede quindi con l’assegnazione di 51 palchi mediante sorteggio, che avvenne per mano della figlia dell’I.R. Commissario dott. Francesco Rossignoli.
Il prezzo di acquisto dei palchi era il seguente:
- lire 1.150 in prima fila
- lire 1.300 in seconda fila
- lire 1.000 in terza fila
9 dicembre 1843
La Società degli azionisti sottopone all’esame della Deputazione il disegno della costruzione, costituita da tre tavole, relativamente raffiguranti:
- la pianta
- la facciata in elevazione
- l’uno dei duei fianchi del correlativo fabbricato
10 dicembre 1843
La Commissione del pubblico ornato esprime parere favorevole.
11 dicembre 1843
Gli Amministratori della Società inviarono un appello agli azionisti per incrementare il numero dei palchi da 7 a 9, considerando l’aumento degli azionisti.
Di conseguenza si incrementò il costo di ogni palco del 15%, divendo quindi il prezzo di acquisto come segue:
- lire 1.322,50 in prima fila
- lire 1.495 in seconda fila
- lire 1.115 in terza fila
Tutti gli azionisti sottoscrissero l’incremento.
20 gennaio 1844
L’area su cui erigere il teatro non era perfettamente rettangolare, in quanto sulla destra (dell’attuale teatro) la proprietà dei fratelli Cornelio sporgeva sull’area stessa.
Allora la Deputazione cedette ai fratelli Cornelio (Rev. Don Giovanni , dott. Francesco e Carlo) due quadrilateri di terreno comunale (rsipettivamente di 856 me e 319,30 mq) verso il Caldone in cambio di una striscia di terreno (736,25 mq) che si protendeva verso la piazza.
Ora tutto è definito per poter procedere con la realizzazione del Teatro della Società.
Bibliografia: Storia del “Teatro della Società” di Lecco, Arnaldo Ruggiero, 1967
Immagine di copertina: Lecco 1900 – Un saluto in cartolina di Gigi Amigoni
Articolo aggiornato il 30 Dicembre 2025 da eccoLecco
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